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Claude Monet (1840-1926), nato a Parigi e cresciuto a Le Havre, mostrò fin da bambino un talento per il disegno, incoraggiato dalla madre colta e sensibile all’arte. Iniziò con le caricature, ma l’incontro con Eugène Boudin lo indirizzò verso i paesaggi, sviluppando un amore profondo per la natura e la luce. Trasferitosi a Parigi, frequentò l’Accademia Suisse e i caffè degli artisti, incontrando Manet, Renoir, Sisley e Bazille, e partecipò al Salon con le sue prime opere. La chiamata militare e un breve soggiorno in Algeria gli fecero scoprire nuovi colori e atmosfere, mentre il ritorno in Francia lo vide impegnato nella nascita dell’Impressionismo. Sposato con Camille Doncieux, da cui ebbe due figli, Monet si trasferì a Londra durante la guerra franco-prussiana, incontrando artisti come Pissarro e Daubigny, e poi a Argenteuil, dove creò uno studio galleggiante sul fiume e consolidò il gruppo impressionista, partecipando alla prima mostra del 1874 con Impression, soleil levant. La morte di Camille nel 1879 lo gettò nella depressione, ma Monet continuò a viaggiare e dipingere, visitando l’Italia e la Costa Azzurra, perfezionando la sua capacità di cogliere luce e colore. Nel 1890 acquistò la casa di Giverny, trasformandola in un giardino spettacolare che divenne soggetto dei suoi lavori più famosi, tra cui le serie della cattedrale di Rouen, dei covoni e dei pioppi, fino alle monumentali Ninfee, dipinte quasi fino alla sua morte, nel 1926, ormai quasi cieco e malato, lasciando un’eredità fondamentale per la storia dell’arte e consolidando l’Impressionismo come movimento rivoluzionario. |